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Ieri, oggi e domani della Pubblica Assistenza Meilogu

Trent’anni di volontariato e di solidarietà, ma anche l’attesa di un sostegno da parte delle nuove generazioni. L’appello dei soci: “abbiamo bisogno di voi”

| di Domenica Chighine
| Categoria: Storia
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THIESI. Il 21 settembre 2013 l’associazione di volontariato della PAM ha spento la sua trentesima candelina. Come ogni compleanno che si rispetti i festeggiamenti hanno previsto il coinvolgimento di tutti i paesi membri e di varie associazioni sarde di volontariato con ambulanza, in ricordo e in onore di un ente che da ben trent’anni presta servizio di assistenza nei paesi del Meilogu.
La nascita della Pam è legata, seppur indirettamente, ad un fatto di cronaca che nel 1981 sconvolse l’opinione pubblica nazionale: a Vermicino, vicino Roma, il piccolo Alfredino Rampi, morì dopo essere rimasto intrappolato in un pozzo artesiano per diversi giorni. In tanti si mobilitarono per cercare di liberare il bambino, ma a nulla valsero i vari tentativi messi in atto.
Questa tragedia mise in evidenza un difetto nel sistema di pronto intervento dello Stato, il quale dimostrò di non essere in grado di affrontare tempestivamente avvenimenti improvvisi come quello di Vermicino. Lo Stato, da un lato si attivò costituendo la futura Protezione Civile, dall’altra invece fu molto importante la mobilitazione della popolazione italiana; molti cittadini iniziarono ad operare per fare il modo che nascessero delle associazioni volontarie in grado di prestare aiuto e soccorso in situazioni d’emergenza e non.
L’eco di queste iniziative giunse fino in Sardegna, nello specifico a Thiesi dove un gruppo di persone iniziava a muovere i primi passi verso l’istituzione di un’associazione di volontariato. C’erano anche tanti giovani orientati nel sociale, volenterosi e desiderosi di far parte di un’organizzazione che fosse attiva sul territorio. Alcuni di questi giovani, in contatto con il gruppo della Croce Verde di Bonorva vicina alle iniziative di Don Salvatore Orani, erano partiti alla volta dell’Irpinia per portare aiuti alle popolazioni colpite dal terremoto.
Inizialmente dietro lo stimolo di persone che ricoprivano ruoli attivi in associazioni come la Croce Rossa Italiana, il gruppo si mosse per istituire un gruppo di protezione civile. Fu coinvolto anche il parroco di Thiesi, Don Salvatore Spina che presto divenne uno dei più attivi promotori e sostenitori dell’iniziativa. Si organizzarono alcune riunioni, anche con la partecipazione di buona parte della popolazione; le proposte erano tante e diverse tra loro, quello che emergeva era la voglia di partecipare da parte di tutti. Primeggiò, infine, la proposta di istituire un gruppo di volontariato, di assistenza con uso di ambulanza, la Pubblica Assistenza Meilogu, il cui atto di nascita fu firmato nel settembre del 1983. Il nome dell’associazione non poteva non richiamare alla partecipazione anche altri comuni del Meilogu; così non molto tempo dopo si unirono alla causa Cheremule e Bessude e nel 1997 Siligo e Banari.
La prima presidente dell’associazione, nonché socia fondatrice ci racconta come fu arduo iniziare: “la Pam è nata dal nulla, con l’aiuto e il sacrificio di tante persone.  Sin dalla sua nascita è stata un’associazione aperta a tutti, non c’era nessun colore politico, l’unico obiettivo comune era fare volontariato. Allo stesso tempo iniziare non fu facile. Incontrammo la diffidenza di molte persone, le quali non credevano che l’associazione potesse avere un lungo futuro. Per convincere quella parte di popolazione dovevamo dimostrare che le nostre intenzioni erano serie e per farlo dovevamo mostrarci operosi sul campo. Era dunque necessario comperare un ambulanza, ne acquistammo due a seconda mano, una Fiat 238 e un Alfa Romeo F12. Così iniziò quest’avventura”. L’opera di convincimento portò i suoi risultati positivi; da quel momento si instaurò un rapporto basato sulla solidarietà e assistenza verso il prossimo da parte dei membri della Pam, e di fiducia e sostegno alle attività dell’associazione da parte della popolazione.
Col tempo si acquisì anche l’esperienza, grazie all’attività sul campo, ma grazie anche ai corsi di formazione e di pronto soccorso che i militi e gli autisti delle ambulanze svolgevano doverosamente con regolarità al fine di garantire un servizio efficiente e di qualità.
In questi trent’anni ai servizi di pronto intervento, di assistenza e di trasporto con ambulanza, si sono aggiunte altre attività collaterali, come l’istituzione della Giornata della donazione del sangue; appuntamento molto importante che nel corso degli anni è stato accompagnato anche da azioni di sensibilizzazione dell’argomento, in particolare rivolte ai giovani.  Altrettanto importanti sono state le missioni umanitarie condotte dalla Pam. Nel 1998 fu deciso un intervento economico di 5 milioni di lire a sostegno delle popolazioni dell’Umbria colpite dal terremoto. L’anno seguente si organizzarono tre spedizioni nella regione del Kosovo. La prima consistette in una raccolta di beni di prima necessità e di vestiario, che furono consegnati personalmente da una delegazione partita da Thiesi nel maggio del 1999. “Partirono due camion con aiuti umanitari, distribuiti dai volontari arrivati dalla Sardegna alle popolazioni albanesi. Si trattò di un azione diretta da Thiesi al Kosovo”. La seconda e la terza spedizione furono entrambe di assistenza; due gruppi affiliati con un’altra associazione di volontariato sarda, operarono positivamente in Albania per 15 giorni.  
Non si possono non citare le altre attività, come la consueta stampa e distribuzione del calendario, dove sono raccolte le immagini e le foto storiche dei paesi che fanno parte dell’associazione; l’organizzazione di attività ludico- sociali, come varie feste, le marce ecologiche organizzate con lo scopo di sensibilizzare la popolazione sulle tematiche legate al degrado urbano che circonda il paese e sull’effetto serra, la giornata dell’anziano e tante altre ancora.
La Pam oggi vive grazie al sostegno e alle offerte della popolazione, e continua ad effettuare i suoi servizi di assistenza e trasposto; possiede tre ambulanze due dislocate a Thiesi, mentre la terza opera tra Banari e Siligo. Inoltre è munita di letti ortopedici, carrozzine, girelli e bombole di ossigeno, che presta su richiesta, in modo da coprire quel periodo che intercorre tra la richiesta alla Asl e la consegna.
Sono passati trent’anni da quando un gruppo di persone decise di intraprendere una strada che conduceva verso una società dove la solidarietà, l’impegno e il sostegno del prossimo nelle necessità siano dei valori sempre vivi. Lo spirito e la devozione verso i valori del volontariato non si sono mai sopiti e, oggi come ieri quei “giovani” continuano la loro attività nel rispetto di quegli ideali in cui hanno sempre creduto ma anche per sopperire alla mancanza di nuovi membri. Infatti uno dei problemi che la Pam da diversi anni sta affrontando è la carenza di giovani o comunque di nuovi soci, che aiutino a portare avanti il lavoro di assistenza. “L’associazione ha bisogno della collaborazione delle nuove generazioni, se vogliamo che sopravviva è necessario il sostegno dei giovani, sensibilizzarli verso l’attività di volontariato”. L’apporto di nuovi collaboratori è importantissimo per la Pam, per la sua stessa salvaguardia e per la difesa di un servizio fondamentale nelle nostre comunità e che rischierebbe di scomparire.
La Pam dunque, aspetta che arrivi un domani in cui ci sarà il passaggio di testimone. Attende di essere affiancata in questo lungo viaggio da “nuovi” giovani volenterosi come coloro che trent’anni fa, dal nulla costituirono la Pubblica Assistenza Meilogu.

 

Lo scrittore statunitense Jackson Brown Jr. ha scritto: “La migliore preparazione per domani è fare il tuo meglio oggi”.

Domenica Chighine

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