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Corsi di lingua sarda, consegnati a Pozzomaggiore gli attestati del Bellieni

| di Antonio Caria
| Categoria: Associazioni
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Foto Istituto Camillo Bellieni

 

POZZOMAGGIORE. Si è tenuto domenica 13, nei locali della Biblioteca comunale, “L’ischis ma no l’ischis”, appuntamento dedicato alla lingua sarda organizzato dall’Istituto Camillo Bellieni di Sassari con il contributo del Comune di Pozzomaggiore e dell’assessorato regionale della Cultura e della Pubblica istruzione.

Un successo, al punto che il giornalista Tonino Oppes, nel suo intervento, ha sottolineato come nel suo paese non si era mai vista tanta gente per una manifestazione di cultura come quella presente domenica nei locali della biblioteca comunale.

Maria Doloretta Lai, nell’aprire i lavori, ha ringraziato i partecipanti ai corsi di scrittura di lingua sarda, mettendo l’accento sul grande lavoro svolto dalle insegnanti.

Numerosi gli interventi delle autorità presenti in sala, a partire dal sindaco Mariano Soro. Hanno preso la parola anche i vari assessori dei comuni in cui si è tenuto il corso e il consigliere regionale dei Rossomori, Paolo Zedda, che ha ricordato l’importanza della lingua sarda nelle varie forme musicali della nostra isola e gli investimenti fatti dalla Regione nel settore.

Il Professore Michele Pinna, direttore scientifico del Bellieni, ha sottolineato come il risultato di questi corsi sia «la conferma di aver tracciato la strada giusta, nonostante le infinite difficoltà incontrate negli anni». Ma anche «la consapevolezza che il cammino indicato sia ormai seguito con passione da tanti giovani».

Alla manifestazione ha partecipato anche l’assessore regionale Claudia Firino che ha sottolineato come «l’obiettivo della Giunta regionale è quello di realizzare un coordinamento tra tutte le regioni d’Italia dove siano presenti lingue minoritarie».

Il coro a cuncordu “Planu Demurtas” e i poeti “a bolu” Salvatore Ladu e Tore Senes hanno allietato la giornata. Nel pomeriggio si sono tenute le visite guidate, rigorosamente in sardo, alla necropoli “Sant’Andrea Priu” di Bonorva e al nuraghe Santu Antine di Torralba.

Antonio Caria

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