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Chiusura Uffici Postali (tra i quali Borutta, Cheremule e Romana). Michele Piras presenta un'interrogazione parlamentare

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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"Il piano di razionalizzazione dei servizi postali aggiunge un ulteriore elemento di forte criticità alla condizione dei Comuni sardi, già fortemente colpiti dalla crisi e dalle dinamiche dello spopolamento.

La ritirata dello Stato su ogni terreno va avanti da ormai vent'anni, il risultato è un ulteriore impoverimento, il crollo delle residue speranze, l'ulteriore difficoltà per le famiglie di tirare avanti.

Credo che si dovrebbero riconsiderare alcune scelte, dismettendo quell'atteggiamento da freddi "ragionieri" che - lungi dal generare risparmi - ha aumentato i costi sociali di una crisi che continuano a pagare sempre gli stessi".

Così scrive Michele Piras, Deputato SEL, che ha presentato un'interrogazione alla Camera ( che riportiamo di seguito) sulla questione della chiusura degli Uffici Postali.


INTERROGAZIONE AL MINISTRO DELLE POSTE E TELECOMUNICAZIONI

premesso che:
- nei giorni scorsi i vertici di Poste italiane hanno annunciato la volontà di procedere a un piano di riorganizzazione, con la chiusura di circa 450 uffici su tutto il territorio nazionale e la riduzione dell'orario di lavoro (razionalizzazione) in circa 600 agenzie;
- il progetto in questione riguarderebbe anche la Sardegna, dove le chiusure o le razionalizzazioni interesserebbero uffici presenti nei comuni di Cagliari, Cortoghiana, Turri, Genuri, Tuili, Pauli Arbarei, Nurallao, Ballao, Modolo, Borutta, Esporlatu, Ozieri, Nughedu San Nicolò, Cheremule, Ardara e Romana;

tenuto conto che le chiusure "tout court" sarebbero relative soltanto a due casi, mentre per le altre agenzie si procederebbe a razionalizzazioni, ossia alla riduzione dell'orario di lavoro previsto, ipotizzando di conseguenza un'apertura di soli tre giorni la settimana o soluzioni similari, con conseguenti gravi disagi agli utenti;

evidenziato che:
- sportelli che erogano servizi pubblici, in comunità già disagiate, concentrati in soli pochi giorni la settimana, compromettono il regolare svolgimento del servizio postale universale che dovrebbe essere assicurato a tutti i cittadini, ancor più a coloro che vivono in zone svantaggiate del territorio, colpite ormai da anni da un irreversibile fenomeno di spopolamento e, proprio per questo, già fortemente penalizzate;
- gran parte dei comuni succitati presentano forti criticità, tra le quali l'inefficiente sistema di trasporto pubblico locale, l'isolamento e l'insufficiente copertura della rete "wifi" che consentirebbe di usufruire dei servizi postali on line;
- l'erogazione di un servizio pubblico - in un processo di razionalizzazione pure necessario - non può essere caratterizzato da logiche ragionieristiche e dalla negazione di fatto di un diritto;

per sapere:
- se non ritengano opportuno intervenire con la massima urgenza presso i vertici di Poste Italiane, affinché avvii un'azione di sensibilizzazione, perché venga riesaminato il nuovo piano di chiusura e razionalizzazione del servizio, tenendo conto delle particolari condizioni in cui versano i comuni interessati e le specificità del contesto sociale, economico e dell'insediamento abitativo che caratterizza la Sardegna.

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