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Borutta, celebrata la giornata dell’unita nazionale e delle forze armate

| di Antonio Caria
| Categoria: Attualità
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Borutta. Domenica scorsa l’amministrazione comunale ha reso omaggio ai 16 boruttesi caduti nel corso delle varie guerre. La cerimonia ha avuto inizio con la celebrazione della messa in suffragio officiata nella Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena da Don Matteo Bonu. Il parroco, nella predica, ha ricordato un passo di papa Benedetto XV che definiva la guerra come una strage inutile. Al termine della funzione, il corteo si è spostato presso il monumento ai caduti dove, dopo la deposizione di una corona d’alloro, il sindaco Silvano Arru ha voluto ricordare, assieme alle autorità civili, religiose e militari, coloro che sono morti nel corso dei conflitti bellici. «Oggi noi rendiamo onore ai tanti giovani boruttesi – ha dichiarato Arru – che hanno perso la propria vita per la patria e la libertà per costruire un futuro di pace». Il primo cittadino ha inoltre sottolineato con commozione come molti di questi, allora poco più che ventenni, non sapessero neanche dove stavano combattendo e ha menzionato il racconto del figlio di un reduce il cui padre sapeva solo che stava andando a Bologna. Una punta polemica nei confronti della Brigata Sassari: «Mi dispiace tantissimo e farò sicuramente una lettera di protesta– così Arru – perché, secondo me, loro hanno l’obbligo morale di partecipare in tutti i paesi a queste cerimonie. Io li ho invitati e non sono venuti». Il sindaco ha concluso il suo discorso mettendo l’accento sull’importanza dei giovani nella società e come l’insegnamento che si può trarre dal sacrifico dei boruttesi morti in guerra sia quello di avere un atteggiamento positivo e propositivo verso la comunità. Subito dopo aver nominato i caduti sono state consegnate simbolicamente ai bambini presenti le medaglie consegnate al sindaco dall’unione nazionale dei sottufficiali italiani nel corso delle celebrazioni del centenario della grande guerra che si sono tenute nel maggio scorso a Trieste. «Per quasi tutti siamo riusciti a risalire – ha annunciato Arru – al luogo in cui sono sepolti. Io conto sempre di riuscire, finanze permettendo, a organizzare una gita in questi posti per poter onorare con un gesto simbolico queste persone».

Antonio Caria

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