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Giave, inviato in Regione il progetto della Zps

| di Antonio Caria
| Categoria: Attualità
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Giave. Dopo l’assemblea pubblica del 14 marzo e l’approvazione da parte del Consiglio comunale in data 7 aprile, ora il progetto per l’istituzione della zona di protezione speciale è arrivato al tavolo dell’assessorato dell’Ambiente della Regione Sardegna.

Un altro passo compiuto dall’amministrazione Uras per portare a compimento un punto focale del suo programma che, secondo la prima cittadina, consentirebbe al Comune di avere accesso ai finanziamenti per la riqualificazione del territorio e per la sentieristica. Per i privati, invece, sono previste agevolazioni nei premi comunitari e nuovi premi del piano di sviluppo rurale (per la gallina prataiola) con cifre che vanno dai 150 ai 250 euro circa a ettaro.

L’idea è nata dal fatto che, già da alcuni anni, il territorio di Campu Giavesu è stato scelto dalla cicogna quale luogo per nidificare.

A detta di Uras «queste zone, nodi importanti della Rete Natura Europea, hanno la particolarità di non essere vincolanti se non per tutte quelle attività o progetti che possono danneggiare le specie di uccelli per cui sono istituite. Per tenere sotto controllo le attività dell’uomo si attiva per ogni progetto proposto nel territorio la procedura di Valutazione di incidenza la quale permette di valutare i rischi che gli interventi proposti possano in qualche modo incidere sulla vita delle specie tutelate».

Come ribadito dal dottor Ivo Manca anche in un recente incontro che si è svolto a Cossoine, un ruolo fondamentale viene svolto dal “Piano di Gestione” che ha il compito di rimarcare le misure di conservazione più adatte.

Il tutto nasce nel primo semestre del 2016, subito dopo un incontro promosso dall’Unione dei Comuni del Meilogu. A tal proposito, sono stati fatti alcuni incontri con la popolazione per valutare i pro e i contro della Zps. «Questa – così la sindaca –  ha inizialmente compreso anche l’area di Monte Traessu. L’istituzione da parte della Regione di un’oasi faunistica in questo territorio ha allarmato i cacciatori, invitando l’Amministrazione a rettificare escludendo il suo inserimento affinché la Zps, pur non avendo nessuna ricaduta sull’attività venatoria tradizionale, non venisse scambiata con l’oasi generando fraintendimenti nocivi alla sua stessa istituzione e noi abbiamo immediatamente accolto la richiesta».

Non è stato tralasciato nulla al caso. Con un avviso mandato a tutti i cittadini, si invitava la cittadinanza a segnalare eventuali osservazioni a riguardo. Cosa che, com’è stata rimarcata dalla prima cittadina, non sono arrivate.

Se la Regione dovesse valutare positivamente il progetto, quest’ultimo volerà poi a Roma (Ministero dell’Ambiente) e, infine, all’Unione Europea che avrà il compito di dare il benestare definitivo.

Antonio Caria

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