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Siccità a Thiesi. Soletta: «Dichiariamo lo stato di calamità naturale»

Presentata anche una petizione da parte del consigliere regionale Piermario Manca

| di Antonio Caria
| Categoria: Attualità
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Thiesi. Ormai le piogge sembrano essere un lontano ricordo. Molte aziende agricole sono allo stremo. Molti Comuni hanno dichiarato lo stato di calamità naturale. Di questo si è parlato in un incontro promosso dal sindaco Gianfranco Soletta per illustrare ai cittadini le iniziative che intende portare avanti in favore degli agricoltori e degli allevatori, colpiti duramente dalla siccità.

Nel corso della riunione è stato illustrato e consegnato all’ufficio protocollo del Comune, un modulo in cui, oltre ad altre singoli da compilare, dovrà essere indicata una stima dei danni e allegata una fotocopia della carta d’identità. Il primo cittadino ha voluto rimarcare come «non bisogna perdere tempo».

È intervenuto anche il consigliere Piermario Manca che ha illustrato la petizione “Salviamo l’agricoltura sarda dalla fame e dalla sete.

Il documento, già portato all’attenzione di alcuni paesi dell’isola, contiene una serie di richieste da indirizzare alla Regione, in particolare il riconoscimento immediato della calamità naturale, l’istituzione di un tavolo tecnico interassessoriale, coordinato dal presidente della Regione a cui partecipano anche i rappresentanti degli enti locali e delle organizzazioni professionali, un immediato intervento istituzionale per l’acquisto di scorte alimentari per il bestiame. Si chiede inoltre la garanzia di avere, per tutta la durata della siccità, acqua presso le aziende agrarie per poter abbeverare il bestiame, il congelamento (almeno per 6 mesi) delle rate INPS (contributi previdenziali) e dei mutui agrari. Per ultimo l’apertura di un confronto serrato con Agea per garantire l’immediato pagamento di tutti i premi PAC E PSR.

Nella seconda parte sono elencate degli interventi e azioni per la modernizzazione delle infrastrutture come la costruzione di nuovi invasi per le scorte necessarie ai periodi di carenza pluviale, il potenziamento dell’utilizzo e del riutilizzo delle acque reflue dei depuratori e la loro canalizzazione per uso agricolo, agevolazioni per il risparmio energetico da fonti alternative (tetti fotovoltaici) e l’incremento delle incentivi per la realizzazione d’impianti d’irrigazione a goccia (o a risparmio idrico) in agricoltura.

«Oggi Cagliari deve prendere coscienza che in tutto il Nord Sardegna non c’è acqua. La Regione deve riconoscere lo stato di calamità» ha concluso Manca.

Ermanno Mazzetti (direttore della Coldiretti di Sassari) ha sottolineato come per la calamità naturale ci sia un percorso ben definito.

Soletta ha annunciato che sarà possibile firmare la petizione anche presso il Comune entro martedì 23 maggio.

Antonio Caria

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