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“La Bastida di Sorres”: il 19, 20 e 21 agosto la rievocazione storica a Borutta

tre giornate all'insegna della riscoperta della storia del Meilogu medievale

| di Mauro Piredda
| Categoria: Territorio
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Foto Pietro Fadda

BORUTTA. Arriva alla sua sesta edizione “La Bastida di Sorres”, l'evento organizzato dall'amministrazione comunale che rievoca la vita quotidiana della cittadina medievale, centro urbano dell'antica curatoria del Meilogu e importante sede vescovile, e i fatti d'arme tra la signoria dei Doria e i catalano-aragonesi. A Sorres dimorò, proprio in qualità di vescovo, Goffredo di Meleduno, il monaco infermiere di Chiaravalle che fu conoscente (si dice anche amico) di San Bernardo. Ed è al monaco francese che si deve l'attuale aspetto della cattedrale di San Pietro, definito dagli organizzatori de “La bastida” «l'unico superbo testimone dell’antica città».

«La vita – si legge nella nota di presentazione dell'evento – scorreva tra i quartieri, la si avvertiva nel vociare degli abitanti e dei viaggiatori o si fermava con rispetto durante le numerose cerimonie che si svolgevano nella mistica penombra di San Pietro. Tra la folla in festa non mancavano le visite dei Giudici e delle eminenze di Torres o di altri regni, né erano assenti altri momenti di forte coinvolgimento della comunità. Ma col ‘300, i venti di guerra che coinvolsero la Sardegna non risparmiarono neppure Sorres, che divenne una Bastida».

Gli aragonesi, che mal tolleravano le fortificazioni costruite dai Doria, i signori della zona, nel 1333 conquistarono la fortezza con il pretesto di dover arrestare dei fuorilegge che avevano trovato rifugio nella Bastida. «Nel marzo del 1334, Brancaleone Doria (figlio di Barnabò) mandò all'assalto la sua armata che, con grida di guerra, diede l'assalto con "scale, picche e mantelle". Quando aveva ormai in pugno la vittoria fu attaccato dall'esercito aragonese comandato da Bernardo Senesterra e dal contingente Arborense, allora ancora alleato con i catalani, e fu quindi messo in fuga. Dopo questa azione dei Doria, gli aragonesi scatenarono in tutta la zona ed in particolare in otto villaggi intorno a Sorres, una feroce rappresaglia. Tutto ciò non bastò comunque ad assicurare la pace». Tredici anni dopo, infatti, si tenne la battaglia di Aidu de Turdu tra le armate dei Doria e i “sardi regnicoli” guidati da Guglielmo e Gherardo di Cervellon. Subentrò, inoltre, la diffusione dell'epidemia della peste. Qualche anno dopo si ruppe l'alleanza tra gli aragonesi e gli arborensi.

«La Sorres di oggi tuttavia – si legge nella nota – ha ripreso vita, sebbene in forme diverse. Il silenzio del colle, le sue bellezze artistiche e naturalistiche e la spiritualità del monastero ne fanno meta di numerosi viaggiatori alla ricerca di fede, natura, arte e storia».

Durante la Bastida di Sorres si potrà assistere alla vestizione di un cavaliere così come avveniva nel pieno trecento, alla rievocazione degli scontri bellici tra gli eserciti e alla ricostruzione di una fiera con le attività artigianali e commerciali tipiche dell’epoca. Presenti sul posto l'armeria con l'esposizione e la ricostruzione di armi e armature; il mercato alimentare specchio delle abitudini dell’epoca; la produzione tipica di manufatti in ceramica; la fucina del fabbro; la tessitura al telaio e la tintura delle stoffe, lo scriptorium (arte scrittoria delle cancellerie sarde e catalane); la produzione araldica (araldiche sarde e catalane e interpretazione storica); la bottega dell’artista con tecniche di realizzazione su tavola e lavorazione della pietra. Non mancheranno le esibizioni delle tecniche di combattimento e il falconiere in costume d'epoca che spiegherà la storia e le origini di questa arte venatoria. «Ad ogni spiegazione seguirà il volo di un rapace»: il falco pellegrino, il falco sacro, la poiana di Harris, il falco lanario, gufi, barbagianni e, infine, l'avvoltoio.

Previste, inoltre, le visite guidate presso il museo della cattedrale, le vecchie fornaci della calce e Sa Rocca Ulàri, la più grande colonia di pipistrelli della Sardegna. «Due esperti chirotterologi accoglieranno gruppi di massimo 30 persone e li accompagneranno in visite guidate alla grotta illustrando le caratteristiche del sistema carsico, le sue valenze naturalistiche, con particolare riferimento all’importante colonia di Pipistrelli e con cenni storici sullo sfruttamento come miniera di guano fatto in passato dalle popolazioni». Non mancheranno i giochi e le attività ludiche a tema per i bambini.

La Bastida di Sorres rappresenta ormai una scommessa per gli amministratori locali di Borutta. «Questa manifestazione – ha dichiarato il vicesindaco Renzo Solinas – è uno dei nostri punti di forza per quanto riguarda la promozione del territorio e la riscoperta della nostra storia. Ma ha anche a che fare con le prospettive di tutela del nostro ambiente. Durante l'evento sarà infatti utilizzato soltanto materiale ecocompatibile e riciclabile».

Mauro Piredda

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