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Cheremule, i 150 salmi tradotti in sardo da Barore Chessa

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Cheremule. È stato presentato martedì scorso “Sos Salmos”, il nuovo libro di Barore Chessa che contiene la traduzione in sardo dei 150 salmi contenuti nella Bibbia. L’evento è stato aperto dal sindaco Salvatore Masia che ha messo l’accento sul fatto dell’importanza della tutela del sardo con un riferimento polemico alla lingua sarda unificata. «Personalmente mi trova contrario – così Masia - tanto che, come amministrazione, non abbiamo pubblicato un libro che ci era stato proposto perché non ci riconosciamo in quel sardo che la regione propina. Il nostro sardo logudorese deve essere tutelato anche con le opere come quella di Barore». Salvatore Pittalis, presidente dell’associazione culturale “Boghes de Cheremule” e assessore alla cultura, ha voluto ringraziare l’autore per averli coinvolti nel suo lavoro e ha annunciato che alcuni salmi tradotti da tziu Barore verranno musicati dal coro. Il vescovo emerito della diocesi di Nuoro, monsignor Pietro Meloni, che ha curato la prefazione del libro, nel raccontare la storia dei salmi, ha sottolineato come quest’ opera sia importante non solo per Cheremule ma per tutta la Sardegna. Salvatore Tola, studioso della cultura sarda, ha fatto un excursus delle varie opere letterarie tradotte in sardo mentre Don Peppino Lintas, cultore della lingua sarda, ha letto e commentato alcuni di questi passi. «L'idea di tradurre i salmi in sardo logudorese nasce da una proposta di mia cognata Maria Antonia Pittalis e un giorno mi disse di provarci in quanto ne avevo le capacità» ha dichiarato l'autore Barore Chessa a conclusione della serata.

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