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Il Meilogu al voto - seconda parte: «Quali azioni per favorire la partecipazione popolare?»

| di Mauro Piredda
| Categoria: Attualità
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«Ciascuno di voi sta diffondendo il proprio programma. Pensate che le difficoltà nella programmazione a causa delle misure regionali e nazionali in tema di trasferimenti e tagli possano compromettere la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica? Se si, quali azioni pensate di mettere in campo?». È questa la seconda domanda che abbiamo posto ai candidati alla carica di sindaco dei nove Comuni del Meilogu chiamati alle urne.

Entra subito nel merito della questione Deiana (Giave), non senza evidenziare un certo distacco da parte di settori della cittadinanza: «È indubbio che in un momento di crisi e sfiducia complessiva la partecipazione dei cittadini possa essere ridotta. Ma dietro questo alibi non nascondiamo la mancanza di interesse alla vita pubblica da parte di molti che preferiscono stare alla finestra anziché contribuire attivamente. Ma i tempi son questi. La sfida diventa ancora più impegnativa e interessante e se non si vuole ridurre la gestione del proprio Comune a quella di un condominio magari proprio con la scusante delle scarse risorse bisogna darsi da fare».

Che fare per ridurre questo distacco? Abbiamo ricevuto risposte che vanno nella direzione di proposte propedeutiche e proposte operative. Quanto alle prime si registrano le riflessioni di Sassu (Siligo) e Spano (Bonnanaro).

Per Sassu la sfida è «fare quanto di meglio è umanamente possibile per consentire ai cittadini di avere i servizi essenziali pure con poche risorse finanziarie, sfruttando al massimo le risorse umane e il patrimonio di cultura e bellezza che ciascuno dei nostri comuni possiede.  Sarà fondamentale evitare di tassare due volte il contribuente. Solo così le nostre amministrazioni locali recupereranno pian piano  la fiducia dei suoi cittadini e favoriranno il ritorno di questi ultimi alla partecipazione attiva alla vita pubblica. Sarà compito di un'amministrazione moderna e autonoma far si che la partecipazione pubblica del cittadino non venga compromessa».

Questa la risposta di Spanu: «Per non distaccare ulteriormente le persone dalla vita pubblica, le nostre azioni saranno tese, nonostante la possibilità di fare cassa a discapito del cittadino, a non imporre nuove tasse mantenendo al minimo quelle di legge. Non applicheremo infatti ne la Tari ne l'Irpef, e terremo le aliquote più basse per l'Imu. Inoltre, non indebiteremo le casse comunali con mutui, come già fatto durante la nostra passata legislatura. Siamo consapevoli che purtroppo tale situazione non si potrà procrastinare all'infinito, ma pensiamo che così facendo, in considerazione anche dei tagli e dei trasferimenti nazionali e regionali, anche il cittadino debba avere quella serenità e voglia di partecipare ancora alla vita pubblica».

Sul versante delle proposte operative per stimolare la partecipazione popolare Mereu (Mara) propone «incontri pubblici dove si spieghino le decisioni prese e si ascoltino le proposte che possono arrivare facendo in modo anche di aumentare il più possibile l’accesso alle decisioni dell’ente, sia in forma On line che in forma cartacea».

Per Pischedda (Pozzomaggiore) «è necessario coinvolgere in particolare i giovani medianti consulte giovanili, creare cooperative di lavoro preparando un programma amministrativo condiviso dove le necessità dei cittadini vengano recepite da chi si propone per amministrare ritenendo i cittadini i maggiori conoscitori della realtà locale».

Se Soletta (Thiesi) ha ricordato la ricerca della partecipazione «durante la programmazione degli eventi come “Rochittas in festa”» e «l'istituzione di ruoli sociali, ad esempio il “Nonno Vigile”, che presentano importanti aspetti di “socialità” e “vigilanza” valorizzando una ricchezza che ciascun comune possiede, le persone anziane», il suo sfidante Ruda punta sul «sistema delle consulte tematiche in modo da spiegare puntualmente la posizione dell'ente comunale, dell'ente regionale e statale, ma allo stesso tempo accettarne le proposte ed eventualmente la critica». Obiettivo: «cercare di attuare una democrazia partecipativa che possa con il confronto delle idee di tanti arginare e trovare alternative alle varie situazioni che un ente si trova ad affrontare».

Calaresu (Pozzomaggiore) e Marras (Bessude) puntano sul realismo programmatico per raggiungere gli obiettivi prefissati tracciando un filo rosso tra partecipazione e interesse comunitario.

«Con le azioni contenute nel nostro programma – così Calaresu - intendiamo conseguire utili risultati con fare realistico ma al contempo mettendo in campo ogni energia per trovare anche forme diverse di finanziamento, anche con riferimento a fondi europei, ma senza aumentare il livello della tassazione locale».

«Abbiamo evitato voli pindarici – questa la risposta di Marras è abbiamo presentato un programma realistico, destinato in primis al recupero ed all'ultimazione dell'esistente, pensando principalmente al sociale e alla vita quotidiana, cercando di utilizzare con oculatezza i fondi progressivamente più risicati che lo Stato  e la Regione elargiscono sempre in misura minore, partecipando, in concerto ai comuni vicini, ai vari bandi e alle misure che verranno a mano a mano pubblicate, se nell'interesse della comunità bessudese e nella corrispondenza al nostro programma amministrativo».

Partecipazione, infine, come progettualità economica e sociale nelle risposte di Catte (Romana), Deiana (nella seconda parte della sua riflessione) e Sassu (Cossoine).

Per Catte è necessario uno «slancio progettuale indirizzato principalmente allo sviluppo del Sistema Territorio nelle sue diverse articolazioni (strutture, infrastrutture, risorse umane, culturali, turistiche, ambientali, produttive e qualità della vita). Per avviare questo progetto è necessario l’apporto di una pluralità di soggetti, ma soprattutto abbiamo bisogno di puntare su qualificate professionalità e su centri di eccellenza a livello europeo, capaci di far fare al nostro territorio un vero salto di qualità».

Deiana ha ribadito esempi quali «la convenzione tra Comune di Giave e Ente della Foreste della Sardegna per la cessione di un immobile idoneo a svolgere un importante funzione logistica per Ente che in cambio, all’interno delle proprie competenze, manutenzionerà le aree verdi e i parchi del Comune» e la «cessione in diritto di superficie di aree inedificabili reperite tra gli standard urbanistici del Pip (Piano di Insediamenti Produttivi) di “Campu Giavesu” per la localizzazione di impianti di produzione di energia rinnovabile».

Per Sassu «è altrettanto importante cercare di guardare alle opportunità di acquisire risorse a livello regionale, nazionale e comunitario, ad esempio per finanziare gli interventi sul patrimonio pubblico o nel campo sociale. Altro aspetto fondamentale per rafforzare la capacità di risposta ai bisogni sarà il lavoro in rete, attraverso forme di parternariato pubblico/privato  e di sussidiarietà con i soggetti presenti nel territorio (soprattutto il mondo associazionistico del volontariato culturale, sportivo e sociale)».

Mauro Piredda

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