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Bonorva, il sindaco Massimo D'Agostino scrive al presidente Pigliaru per la vicenda del compendio Mariani

| di Antonio Caria
| Categoria: Attualità
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Bonorva. Dura presa di posizione del sindaco Massimo D'Agostino sulla vicenda che vede protagonista il parco Mariano. Con una lettera del 24 settembre, il primo cittadino porta a conoscenza il presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru e la giunta regionale dello stato in cui si trova il compendio. Dopo aver ripercorso tutta la vicenda, D'Agostino pone l'attenzione sul fatto che «La situazione attuale, a quasi 4 anni dalla sentenza di sgombero, è infatti praticamente rimasta inalterata e, anzi, parrebbe essersi aggravata. Infatti, come risulta da apposito verbale stilato in seguito a sopralluogo degli uomini della Compagnia Barracellare di Bonorva, i capi di bestiame attualmente occupanti il suolo pubblico sono circa 270 e gli occupanti abusivi continuano a disporre a loro piacimento dell'intera area, ignorando ogni ordinanza di divieto di accesso e transito nel Compendio e, anzi, redarguendo privati cittadini che magari si recano nel Parco a scopo ricreativo».
Nella missiva il primo cittadino sottolinea come tutto questo crei dei notevoli disagi ai visitatori, alle piante e ai siti archeologici, mettendo in rilievo anche i furti di diversi chilometri di rete metallica e di altri manufatti come cancelli, griglie, infissi ma anche la trafugazione di attrezzature e macchinari per un danno di centinaia di migliaia di euro. La tensione sembra essere molto alta: come documentato nel testo della lettera, molti giovani locali hanno intrapreso delle azioni di protesta che hanno portato a dei tafferugli con gli occupanti, l'ultimo dei quali risale al 17 settembre. D'Agostino denuncia inoltre «l'atteggiamento intimidatorio e minatorio manifestato più volte dagli occupanti abusivi che hanno più volte ripreso verbalmente escursionisti e semplici visitatori per il solo fatto di attraversare le terre pubbliche», annunciando che la Giunta comunale ha dato mandato ai legali affinchè vengano predisposte tutte le procedure per liberare l'area tramite esecuzione forzata. Chiede inoltre ai vertici regionali «di considerare con attenzione tutti gli aspetti di quanto descritto e di valutare l'opportunità di collaborare con questa amministrazione al fine di giungere quanto prima ad un positivo epilogo della vicenda» e di non essere lasciato solo in questa battaglia.

 

 

 

Antonio Caria

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