Giave. La Giunta comunale ha approvato lo stato di calamità naturale a seguito dei danni causati dalle gelate notturne che hanno colpito le campagne nelle giornate dal 20 al 23 aprile, con gravi ripercussioni sulle colture (vigneti, oliveti, frutteti, orti, cereali) e sull’economia del territorio. «Le campagne sono completamente spoglie di tutto e per via della grave situazione di siccità quest’ anno gli imprenditori agricoli non avranno neanche le scorte di foraggio per il bestiame», così la sindaca Maria Antonietta Uras che ha anche messo l’accento sull’alto costo dei mangimi e sul prezzo del latte, ormai sceso a 50 centesimi. Con la deliberazione, l’amministrazione comunale intende chiedere un aiuto da parte della Regione da destinare a tutti gli imprenditori agricoli iscritti almeno alla CCIAA in agricoltura. A tal proposito sono stati divulgati anche degli avvisi rivolti agli operatori del settore informandoli che entro lunedì 8 maggio alle 13.00, potranno presentare le domande per la richiesta del contributo per i danni subiti. I moduli potranno essere ritirati presso gli uffici comunali o scaricati dal sito istituzionale www.comune.giave.ss.it. Sarà cura di Arianna Virdis (responsabile dell’ufficio tecnico) inviare la documentazione all’Argea di Sassari. Nello scorso mese di gennaio, la sindaca aveva anche inviato un’altra richiesta di calamità naturale in occasione della nevicata che aveva colpito la zona. «Ora con queste gelate è tutto veramente distrutto e la regione deve aiutare chi tutti i giorni sgobba dalla mattina alla sera, senza avere i soldi neanche per pagare mangimi, contributi e campare la famiglia. La situazione - ha concluso Uras - è gravissima, l’annata pessima come non mai e in più i premi comunitari sono molto in ritardo e quelli che stanno arrivando sono spesso a contagocce. La Regione sblocchi subito subito i pagamenti e visto che gli allevatori stanno facendo le nuove domande Pac e non hanno i soldi neanche per pagare i Caa per il servizio svolto, deve far istruire le domande 2016 e liquidare i soldi agli imprenditori agricoli che hanno diritto di vivere in modo dignitoso».

