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Coldiretti: sarà un'estate molto calda. Agricoltori in stato di agitazione: in ritardo il pagamento di decine di milioni di euro comunitari

| di Comunicato a cura di Coldiretti Sardegna
| Categoria: Comunicati Stampa | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Cominciamo oggi la mobilitazione per una politica agricola attenta ai problemi contingenti e una programmazione seria e chiara che riesca a guidare un comparto che mostra, pur nelle difficoltà, segnali di ripresa, in particolare nel settore della pastorizia e dell’agroalimentare.

Finito da tempo il rodaggio, a 14 mesi dall’insediamento della Giunta regionale guidata dal Presidente Francesco Pigliaru, è giunto il tempo di fare i primi bilanci. Come Coldiretti lo facciamo per l’ambito che ci compete, l’agricoltura, senza la presunzione di dover dare delle pagelle ma nell’unico interesse dei nostri soci.

In questo primo anno abbiamo dato credito alla Giunta e all’Assessore. Nel rispetto dei ruoli, abbiamo messo a disposizione dell’istituzione la nostra esperienza e le nostre conoscenze, senza mai interferire nei compiti altrui, ma indicando, con discrezione e con spirito costruttivo, quelle che per noi erano le criticità e le soluzioni per il contingente ed il futuro.

Da parte dell’assessorato ci sono state solo porte chiuse e un atteggiamento poco incline alla collaborazione e a fare squadra nell’interesse dell’agricoltura sarda. L’elenco delle vertenze aperte è lungo ma non si è stati in grado di dare alcuna risposta.

Le uniche iniziative concrete sono arrivate dal Consiglio regionale: legge sugli Indennizzi per la lingua blu, sul Marchio unico di qualità, sugli Agriturismo e la multifunzionalità in agricoltura. Dal rappresentante in Giunta, invece, nessun segno di vita.

Manca un piano strategico, una visione integrata delle problematiche e degli interventi da mettere in campo, come è emerso chiaramente negli incontri convocati in Regione per il Psr, orientati alla programmazione delle diverse misure e non alla elaborazione di una strategia d'insieme che orientasse le diverse misure secondo le scelte di visione economica della politica. 

Chiediamo un cambio di passo deciso, adesso. E se il problema sono i giocatori occorre sostituirli.

PREMI COMUNITARI BLOCCATI. La situazione sta diventando insostenibile e incontrollabile. Il comparto non è più in grado di reggere il ritardo (di diversi anni) dei pagamenti dei premi della Pac stimato in decine di milioni di euro.

Una soluzione è l’istituzione dell’Ente pagatore regionale. Snellirebbe le procedure e agevolerebbe la liquidazione delle pratiche in minor tempo.
 
REFRESH. A causa delle anomalie riscontrate per il nuovo Refresh è stato congelato il pagamento di decine di milioni di euro di premi comunitari. Abbiamo sollevato pubblicamente il problema dal mese di novembre.

COMPARTO OVICAPRINO. E’ un momento favorevole per il comparto ma occorre strutturare il sistema con l’accordo interprofessionale, percorso consentito dalle attuali norme (Decreto n. 15164 del 12 ottobre 2012 relativo al "pacchetto latte"). Strada tra l’altro già segnata dallo scorso consiglio regionale che approvò all’unanimità questa proposta. In questo modo si darebbe vita ad un Piano di Regolazione dell’offerta per il Pecorino romano coinvolgendo tutta la filiera ovicaprina coordinata dalla Regione.

GASOLIO AGRICOLO. Agricoltori e allevatori, in piena campagna lavorativa, si ritrovano a dover pagare a prezzo pieno il gasolio (costi aumentati di oltre il 75%), per colpa delle negligenze dell’assessorato. Dopo il cambio dei codici di uso del suolo da parte di Agea, la Regione non è stata in grado di aggiornare immediatamente il proprio sistema informatico, il Siar, bloccando il rilascio dei libretti Uma.

MICROCREDITO IN AGRICOLTURA. Ad oggi nonostante le promesse e le parole, il mondo agricolo sardo non può usufruire del microcredito che tanto bene ha funzionato negli altri settori economici.
 
CREDITO. L’indebitamento dell’agricoltura sarda nei confronti delle banche è stimato in circa 800 milioni di euro. La vecchia provincia di Cagliari è il territorio con più debito incagliato ed in sofferenza d’Italia dopo la provincia di Latina, rappresentando oltre il 60% del dato regionale.

E’ indispensabile un intervento sinergico tra la Regione, la Sfirs e le banche per individuare un percorso per la ristrutturazione e il riposizionamento dei debiti. Azione questa che deve essere inclusiva anche del mondo cooperativistico che ha una forte esposizione debitoria.

BUROCRAZIA. La burocrazia è il principale ostacolo allo sviluppo. Non è più rinviabile la semplificazione e lo snellimento delle procedure.

COSTO ACQUA. E’ necessario garantire quantità adeguate di acqua ed a costi sostenibili, senza scaricare i debiti della mala politica attuata negli anni dai Consorzi di bonifica sui consorziati.

VISNA MAEDI. La Ridefinizione del Piano di risanamento delle lentivirosi (Visna Maedi), del 21 aprile scorso, è un primo passo importante ma non basta. Occorre applicarlo in tempi rapidissimi senza trascurare le emergenze, dando delle risposte immediate in termini finanziari a quelle situazioni aziendali più compromesse.

CULURGIONIS. I culurionis Igp con un disciplinare che consente l’utilizzo dei fiocchi di patate è emblematico della poca attenzione dell’assessorato all’Agricoltura ai prodotti sardi. Una politica che mira alla valorizzazione, promozione e al consumo delle proprie produzioni agroalimentari fa delle scelte politiche forti e non si ferma al mero rispetto burocratico delle norme.

EPIZOZIE. Serve una struttura strategica che si occupi in modo sistemico ed esclusivo della programmazione e lotta alle emergenze sanitarie animali.

IN TUTTI I COMPARTI. Manca una visione globale, capace di mettere a sistema e in comunicazione le diverse parti del comparto. Nelle stesse agenzie agricole abbiamo delle professionalità di primo livello che purtroppo, in un sistema siffatto, non possono esprimere al meglio le proprie potenzialità 

Comunicato a cura di Coldiretti Sardegna

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