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Banari, "Sul filo della memoria" dal 20 luglio al 20 settembre

mostra di Giuseppe Carta a Palazzo Tonca

| di comuncato a cura della Fondazione Logudoro Meilogu
| Categoria: Comunicati Stampa | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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In occasione dell'importante evento che vede mercoledì 20 luglio 2016 il paese di Banari protagonista della "Presentazione Banari Comunità Ospitale BAI Borghi Autentici d'Italia", che si terrà a Palazzo Solinas a partire dalle ore 18, la Fondazione Logudoro Meilogu, insieme al Comune di Banari che contribuisce all'evento espositivo, è lieta di inaugurare alle ore 16.30 nella sede di Palazzo Tonca le sue mostre SUL FILO DELLA MEMORIA alla presenza di:Antonio Carboni, Sindaco Comune di Banari,Ivan Stomeo, Presidente Nazionale BAI Borghi Autentici d'Italia,Renzo Soro, Dirigente Nazionale, Gianbattista Ledda, Delegato Regionale BAI Sardegna, Giuseppina Solinas, Tutor Comunità Ospitale Galtellì, Giovannino Tola, Tutor Comunità Ospitale Banari.
Il Palazzo Tonca, antica dimora nobiliare e sede storica della Fondazione Logudoro Meilogu fondata e presieduta dall’artista Giuseppe Carta, si presenta al pubblico in un singolare allestimento cromatico grazie al quale l’antica architettura in pietra rossa incontra i colori forti e avvolgenti dell’arte moderna. Così è stato inaugurato ufficialmente nel 2011 con la selezione cromatica ideata da Giuseppe Carta e con l’apertura di tutte le sale espositive, ognuna di colore diverso a simboleggiare il percorso espositivo in esso presente. In tale contesto saranno esposte a partire dal 20 luglio le opere di Giuseppe Carta e della Collezione d’Arte Moderna e Contemporanea del Museo FLM.Le nature morte di Giuseppe Carta di forte impatto realista e le sculture di traboccante realismo saranno disposte nelle diverse sale che prendono il nome dalle tematiche pittoriche affrontate: Mozartiane, Verso la luce, Cipolle e grandi zucche appese, Cristalli e tavole imbandite di luce, Sul filo della memoria, Ritratti, Disegni e infine Germinazioni-sculture.La Collezione d’Arte Moderna e Contemporanea della Fondazione sarà invece presentata da una importante selezione di opere, tra dipinti e sculture, volta ad indagare e approfondire gli aspetti più significativi della ricerca artistica regionale e nazionale dal primo Novecento ai nostri giorni. Opere storiche e opere nuove perché la Collezione abbraccia idealmente più di un secolo d’arte, a partire dal 1910 (circa) con il paesaggio divisionista di Antonio Ballero e la Figura in movimento di Mario Sironi (1927) alla figurazione, nelle sue più varie concezioni e rappresentazioni, di Bernardino Palazzi, Giuseppe Altana, Filippo Figari, Salvatore Fara, alla materia che prende forza e forma attraverso la luce di Cesare Cabras e Pietro Antonio Manca fino alla figurazione scomposta e sognante di Nicola Marotta a quella più concettuale della frammentazione di Franco Meloni.  Questo solo per fare alcuni nomi degli artisti, fra i tanti e tutti importanti presenti, ma vi è molto di più. Vi è la Stanza di Eros con opere che richiamano al sentimento di, tra le quali, le Labbra di Roberta Viarengo e le Donne di Fabio Calvetti, la Stanza della Comunicazione con opere di, tra gli altri, Luca Noce, Gianni Mattu e Ernesto Treccani, e la Stanza, che è più un percorso, Tra Storia, Mito e Moderne Visioni con tante ed importanti opere, tra le quali si segnala A guardia di Lei (Il Toro e la Donna) di Salvatore Fiume (1960).  Tanta pittura ma anche tanta scultura,  ad accogliere il visitatore vi è Rive dei Mari, meglio conosciuta come Osso di seppia, di Arnaldo Pomodoro (unica opera presente del maestro in Sardegna secondo i dati a noi forniti ogni anno dalla Fondazione Pomodoro di Milano), seguita poi da tante altre sculture di particolare bellezza ed interesse.  Nella collezione della Fondazione vi è l’Italia tutta e anche di più a rappresentare il filo d’arte che lega con successo e da tanti anni la Fondazione Logudoro Meilogu e Banari all’Arte regionale, nazionale ed internazionale.   L’evento ha il patrocinio di Fondazione di Sardegna e F.lli Pinna Industria Casearia S.p.A.

comuncato a cura della Fondazione Logudoro Meilogu

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