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Domani a Cossoine "Delitto quasi perfetto"

Alle ore 17 Casa Parrocchiale

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COSSOINE. Domani alle 17presso la casa parrocchiale, si terrà la presentazione del libro “Delitto quasi perfetto – L’uccisione di don Luigi Dettori ad opera dei banditi Cicciu Rosa e Pera Zuanne”.
L’opera, edita da LogoSardigna per conto del Comune di Cossoine, è stata realizzata dai compaesani Antonio e Giovanni Dettori, da diversi anni impegnati nella raccolta delle informazioni relative al banditismo ottocentesco nel paese .
Il lavoro è stato possibile grazie al contributo dell’Archivio di Stato, della Biblioteca Universitaria, dell’Archivio Storico diocesano, dell’archivio del quotidiano “La Nuova Sardegna” di Sassari e dell’Archivio storico del Comune di Cossoine, oltre a diversi altri contributi di autori e appassionati.
L’aspetto fonologico, morfologico, semantico e sintattico dell’opera è stato curato dal Prof. Leopoldo Ortu, docente dell’Università degli studi di Cagliari. Il libro, distribuito gratuitamente alle famiglie di Cossoine, sarà presto disponibile in libreria.
Alla presentazione interverranno, oltre agli autori e al Sindaco Alfredo Unali, il cossoinese Dott. Tonino Faedda, ex maresciallo dell’esercito appassionato degli eventi, Vincenzo Corrias, segretario dell’ex Ministro degli interni, Beppe Pisanu, Giuseppe Achenza, Sindaco di Usini, paese natale di Cicciu Rosa, Gian Mario Senes, Sindaco di Bonorva, paese natale di Pera Zuanne, Giuseppe Deiana, Sindaco di Giave, territorio teatro, insieme a Cossoine e Bonorva, degli efferati delitti.
A distanza di circa 120 anni dalle azioni criminali che terrorizzarono negli anni 1891-1894 il Logudoro, Antonio e Giovanni Dettori riaprono l’inchiesta sull’omicidio del nobile Don Luigi Dettori di Cossoine, ad opera dei banditi Francesco Derosas e Pietro Giovanni Angius, scoprendo che quei fatti non andarono effettivamente come descritti in quel tempo dalla stampa locale, né tantomeno come li avevano raccontati i protagonisti dell’epoca. Un libro avvincente che ci fa rivivere la società logudorese di fine ottocento.
Raccontare i fatti e le vicissitudini di banditi d’altri tempi ha sempre destato particolare interesse e curiosità. Sono numerose le opere letterarie sarde che narrano di cronache delinquenziali legate a episodi di latitanza, spesso coperti da atteggiamenti di omertà e complicità delle popolazioni locali.
Anche la storia del nostro paese è caratterizzata da eventi ottocenteschi, spesso efferati, che per quanto sembrino leggendari sono di fatto realmente accaduti. Oggi possiamo parlarne con tranquillità e passione perché appartengono ad una comunità di altri tempi ma non dobbiamo mai venir meno al rispetto della memoria o abbandonarci al giudizio affrettato di chi ha vissuto o subìto tali esperienze.
Il lavoro realizzato da Tonino e Gianni Dettori promana da un forte attaccamento al proprio paese, testimonia lo studio certosino delle cronache del tempo, lo spirito della ricerca, la passione della scoperta. Tuffarsi in relazioni giudiziarie e scartoffie ha significato riportare alla luce uno spaccato del nostro vissuto che ci aiuta a capire chi siamo stati e quale è stata la nostra storia. A loro si deve quindi un particolare e sentito ringraziamento, per uno studio che sicuramente va oltre la semplice attività di raccolta e abbraccia una  vera e propria avventura romanzata.
E proprio il romanzo è la chiave di lettura in cui deve incardinarsi l’opera, per quanto rifletta eventi storici aggrovigliati in una serie di azioni malavitose e reazioni giudiziarie. A pensarci bene, la stessa figura di Cicciu Rosa e Pera Zuanne è ormai divenuta leggendaria nella mente della popolazione, la quale, al di là dei comportamenti riprovevoli, saprà comunque prendere atto dell’intelligenza e dell’astuzia dei due personaggi.
Questo libro arricchisce la piccola biblioteca della storia di Cossoine, passata per il tramite di scrittori e appassionati che hanno omaggiato il paese, con la speranza che altri possano seguire l’esempio. L’invito è sempre aperto nei confronti di coloro che hanno voglia di raccontare e raccontarsi, perché il racconto della vita di ciascuno è il percorso della storia di tutti.

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