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Walter Siddi (Enervitabio San Cosimo): «A Campu Giavesu le serre fotovoltaiche sono in produzione dal 2013»

Una replica al Gruppo di Intervento Giuridico

| di Comunicato 0001/14/Tds/Gus
| Categoria: Comunicati Stampa
STAMPA

SASSARI. «Cento serre in piena attività e venti in fase di preparazione per l’avvio delle coltivazioni estive, quali melanzane e peperoni; quindici operai impegnati tutti i giorni e circa tremila chili di ortaggi e verdura che quotidianamente attraversano la Sardegna da nord a sud, e la penisola, per arrivare freschi sulla tavola dei consumatori. Questa attività sarebbe plausibile se sotto le serre non ci fosse niente e si trattasse di speculazioni e abusi? Bene allora io non ci sto e respingo al mittente queste accuse infamanti».
A parlare è Walter Siddi direttore generale business della “Enervitabio San Cosimo Soc. Agr. srl” di Campu Giavesu, una delle aziende agricole e di produzione di energia fotovoltaica tra le più grandi al mondo. Sorge nell’area del Comune di Giave, su un terreno di 35 ettari, coperto per circa 24 ettari da serre fotovoltaiche che superano ciascuna i mille metri quadri di superficie e, da settembre 2013, in piena attività.

Siddi sbotta dopo alcuni articoli di stampa, apparsi nei giorni scorsi sul web, che riprendono una nota divulgata dal Grig Sardegna. L’associazione ecologista ha annunciato di “aver richiesto al Corpo forestale e di vigilanza ambientale lo svolgimento degli opportuni controlli di legge riguardo la correttezza dell’attività svolta” all’interno del complesso di Campo Giavesu.

«I nostri cancelli sono aperti a chiunque voglia venire a controllare – riprende il direttore generale – e ricordo che la nostra azienda ha già superato i controlli dell’Agenzia delle Entrate, della Provincia e del Comune».

«In questi mesi di attività – continua Walter Siddi – tra Giave, Chilivani e Assemini, è nato un consorzio di 27 agricoltori, con una superficie di 60 ettari di serre coltivate dove si producono ortaggi, pomodori che vengono portati fuori dalla Sardegna, nella Penisola e all’estero, in Svizzera e in Cina dove siamo gli unici a esportare il fresco. Questa piattaforma, con sede di conferimento ad Assemini, è sorta anche per valorizzare la professionalità dei produttori della zona nel coltivare i pomodori, per far apprezzare i prodotti isolani e fare concorrenza a quelli che arrivano dalla Spagna e da altre regioni italiane», afferma ancora Siddi.

«In poco meno di otto mesi – aggiunge – da gennaio a settembre 2013, siamo entrati a regime con la produzione delle colture che vengono distribuite ogni giorno nei reparti ortofrutta della grande distribuzione ordinaria».

Sotto le serre di Campu Giavesu si coltivano asparagi, peperoni, lattuga romana, rucola e, ancora, insalata iceberg, radicchio rosso e cavolfiori. Con una punta di orgoglio il direttore generale business della “Enervitabio San Cosimo” ricorda poi che «in stretta collaborazione con alcuni produttori agricoli locali, la nostra azienda si presenta sul mercato con la distribuzione di insalate già tagliate, lavate e imbustate (quarta gamma), soffritti pronti, frutta in vaschetta e anche funghi, rucola e prezzemolo sempre in vaschetta. Da settembre, poi, ha preso il via la produzione di una linea di sott’oli e agrodolci. Nelle grandi serre bi-falde – aggiunge – lavorano circa 20 persone, tra tecnici e operai, che arrivano a 30 nel periodo di raccolta. Inoltre, con le altre aziende collegate, c’è un indotto di circa 100 lavoratori».

«Vendiamo il 100 per cento dei nostri prodotti alla grande distribuzione  – afferma ancora Walter Siddi –, inoltre disponiamo di un innovativo sistema di irrigazione delle colture, gestito, programmato e controllato attraverso i computer, che consente di annaffiare le singole piante con il sistema a goccia. E tutto questo sarebbe davvero possibile se sotto le serre non ci fosse nulla? Sarebbe stato possibile offrire tutti questi posti di lavoro nel territorio, se non avessimo convinto una multinazionale di queste dimensioni, ad investire nella nostra terra?», conclude il manager.

Comunicato 0001/14/Tds/Gus

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