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Gavino Sale: "niente scontri per condurre la nave in porto"

Nel suo primo intervento in Consiglio la condivisione della strategia di lungo periodo di Pigliaru

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«Superata la tempesta perfetta», ovvero le elezioni, per Gavino Sale occorre ora «condurre la nave in porto». Nel primo intervento del consigliere indipendentista di Banari si possono leggere le speranze del cambiamento «in questo momento veramente drammatico, forse il peggiore dal dopoguerra» unite all'auspicio di un clima sereno teso alla risoluzione dei problemi che affliggono la Sardegna («un clima di scontro non serve più a niente, perdere energie in confronti deleteri, in confronti feroci, dove la violenza verbale è la regola, crea disastri e perdite di energia»). Tutti elementi che Sale vede nelle dichiarazioni programmatiche di Pigliaru, «linee strategiche tendenziali del nuovo corso che spulceremo nelle Commissioni». Rammaricato di essere l'unico indipendentista eletto a causa di una «legge iniqua», e quindi consapevole del maggiore impegno che necessita per «determinare e influenzare» l'azione di governo, Sale ha chiesto maggior coraggio  in chiave sovranista («il Presidente ha una certa timidezza a pronunciare la parola “sovranità”»), la risoluzione delle storture del sistema di riscossione («se ci riusciamo ci fanno tutti e 60 santos») e un piano energetico per smettere di «concedere» a chi «rapina» la terra. «Se è vero che noi appoggiamo la strategia del lungo periodo che ha presentato il Presidente Pigliaru, dobbiamo intervenire su necessità impellenti, urgenti, per restituire la dignità a chi, inesorabilmente, giorno dopo giorno, la sta perdendo».

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