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"Donna Maria", da "Ritorneremo" di Lorenzo Maresu

Continua la pubblicazione a puntate del manoscritto

| di Lorenzo Maresu
| Categoria: Storia
STAMPA
"Contadini in siesta", Saint-Rémy 1890

Dopo la pubblicazione del primo capitolo, prosegue "Ritorneremo" di Lorenzo Maresu


2) Donna Maria

Donna Maria aveva l’abitudine di fare un giro nei suoi terreni in sella al suo cavallo una volta alla settimana e quando passava vicina a casa di zia Usanna coglieva l'occasione per darle gli ordini per i giorni che sarebbe dovuta andare a lavare la biancheria.
«Usanna!»
«Comandi!»
«Ascoltami, domani devi venire più presto degli altri giorni, una volta che arrivi ti dirò cosa devi fare.»

Michela, timida, affacciandosi salutò la nobile.
«Ciao Michela, domani vieni con tua mamma, ti farà vedere il lavoro. Così Usanna tu ti riposi».
Donna Maria voleva vedere come lavorava la ragazza. Se avesse lavorato bene l’avrebbe pagata.
«Vi aspetto domani!»
Subito dopo si allontanò in sella al suo cavallo a piccolo trotto percorrendo le sue campagne: un mare d'erba  e rose selvatiche inondato dal sole. Quando sentiva le vacche muggire Donna Maria rallentava il passo del cavallo per ammirarle. Loro alzavano la testa quasi come se indovinassero l’arrivo della padrona.
Michela era molto contenta della proposta di Donna Maria. Per lei era l'occasione di alleviare le fatiche alla madre.
«Vieni solo domani, mi fai vedere il lavoro e poi me la sbrigo da sola, così con i soldi che mi darà Donna Maria inizio a farmi il corredo, sei d’accordo?».
«Si
- rispose la madre - sono d’accordo, e vedrai che riusciremo a completare tutto il corredo.»
«Che bello, domani vedrò la casa rossa, dev’essere molto bella...»
«Si, è molto bella, tutte le case dei ricchi sono molto belle, ma la casa di Don Pedru è la più bella in assoluto perché lui è il più ricco. La chiamano la casa rossa perché la facciata è fatta tutta in granito rosso e all’interno della casa le scale sono di marmo bianco. La vedrai domani.»
«Ma anche noi avremmo avuto una casa bella se babbo fosse stato vivo?»
«La nostra casa è molto piccola
- rispose zia Usanna -  ma l’importante è essere sani, e speriamo che vada tutto bene. Ora vai incontro a tuo fratello e non fare tardi.»
Michela si avviò lungo il sentiero. Da lontano vide Matteo e in fretta lo raggiunse. Si baciarono. Michela iniziò a raccontare che l’indomani sarebbe andata con la mamma alla casa rossa, che avrebbe iniziato a lavorare li e che con quei soldi avrebbe potuto comprare il corredo per poi sposarsi.
«Che bello! In questo modo potremo sposarci quanto prima, ci faremo una bella casetta e te la arrangerai a tuo gusto.»
«Matteo, il mio gusto è il tuo, perché ci vogliamo bene e ce ne vorremo sempre di più! Ora però vado che si fa tardi, devo fare il formaggio.»

Infatti, giusto il tempo di iniziare a immaginare insieme la loro vita arrivò l’ora di salutarsi e Michela tornò con suo fratello Peppe a casa.

 

Lorenzo Maresu

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