«I Comuni sono i veri protagonisti del cambiamento - ha detto l’Assessore regionale degli Enti locali Cristiano Erriu - i livelli amministrativi e di governo diventano essenzialmente due: la Regione e i Comuni. Prevediamo un rafforzamento dell’associazionismo comunale attraverso l’Unione di Comuni (e l’Associazione di unioni), a cui è obbligatorio aderire». Detto questo, come sarà strutturato la regione storica del Meilogu a seguito della Riforma del sistema delle autonomie locali che la Regione intende portare avanti a seguito dei referendum di due anni fa che hanno abrogato le quattro nuove Province?
Ambiti territoriali del 2005 e Unioni dei Comuni del 2008
Nel recente passato è stata licenziata la legge 12 del 2005. Con essa, insieme alle proposte di Ambiti territoriali ottimali, sono state prodotte delle norme per incentivare «la costituzione di unioni di comuni e di comunità montane, nonché di altre forme di gestione associata fra comuni di minore dimensione demografica».
Per quanto riguarda il Meilogu l'Ambito individuato comprendeva 13 Comuni (in ordine alfabetico): Banari, Bessude, Bonorva, Bonorva, Borutta, Cheremule, Cossoine, Giave, Monteleone Roccadoria, Pozzomaggiore, Semestene, Siligo, Thiesi e Torralba (si veda anche la cartina).
Ma poiché l'articolo 1 della legge 12 prevedeva che «i comuni individuano autonomamente gli ambiti territoriali e le forme, tra quelle previste dalla legge, per l’esercizio associato delle funzioni e dei servizi», ecco che la successiva Unione, costituita (con personalità giuridica) nel 2008, ha visto il transito di Monteleone dall'Ambito del Meilogu all'Unione del Villanova e l'ingresso di Bonnanaro, originariamente inserito nell'Ambito del Monteacuto, sebbene culla del Meilogu.
La costituzione delle Unioni dei Comuni (ne troviamo 34 nel sito dell'Anci) ha anche parzialmente stravolto la denominazione presente negli Ambiti e realmente corrispondente alla nomenclatura storica. Nella cartina citata non compare da nessuna parte la denominazione Logudoro, che in epoca giudicale si riferiva a tutto il territorio amministrato dal Regno di Torres, ma lo stesso coronimo compare nell'Unione che, nascendo dall'Ambito del Monteacuto, si è appropriata di fatto di un nome che appartiene anche al Meilogu, al Goceano, al Coros e ad altre regioni storiche del nord ovest della Sardegna.
Le Unioni, le Associazioni di Unioni e gli Ambiti con la Riforma. Quanti livelli?
Nel sito della Regione leggiamo che «L’Unione dei Comuni è obbligatoria e deve essere costituita da almeno quattro comuni limitrofi con più di 10 mila abitanti, hanno autonomia normativa, organizzativa e finanziaria, e funzioni attribuite dalla legge e delegate dai Comuni». Sotto questo aspetto non dovrebbe cambiare nulla per i comuni associati nell'Unione del Meilogu in quanto sono 13 e superano ampiamente la soglia di abitanti richiesta (all'atto della costituzione, nel maggio del 2008, gli abitanti erano oltre 16 mila).
Quali funzioni? «L’Unione di Comuni nasce con l’idea di migliorare l’offerta del servizio erogato e garantire lo sviluppo socio economico delle comunità locali. Il disegno di legge di riforma degli enti locali, prevede specifici incentivi alle attività e iniziative per la tutela e la valorizzazione delle vocazioni produttive dei territori».
Previste anche le Associazioni delle Unioni: un ulteriore livello, quindi.
Ci sono poi gli Ambiti Ottimali e gli Ambiti Territoriali Strategici ai quali passerà «lo svolgimento delle funzioni, tenendo conto delle regioni storiche, della continuità territoriale dei Comuni e della coerenza con i Plus (Piani locali unitari dei servizi alla Persona)». L'attuale Plus (denominato Plus Alghero con Bonorva capofila) è già suddiviso in due sub-ambiti: quello del Meilogu (Banari, Bessude, Bonnanaro, Bonorva, Borutta, Cheremule, Cossoine, Giave, Mara, Padria, Pozzomaggiore, Semestene, Siligo, Thiesi e Torralba) con poco più di 18 mila abitanti all'atto della stesura del Piano d'Ambito; quello di Alghero (comprendente la medesima città , Ittiri, Monteleone Roccadoria, Olmedo, Putifigari, Romana, Uri e Villanova) con nemmeno 60 mila abitanti. I Comuni del Plus sono gli stessi del Distretto socio-sanitario di Alghero (l'Azienda Sanitaria provinciale include anche quelli di Sassari e Ozieri).
La Provincia di Sassari si fa in due?
Qui sorgono dei problemi in quanto «L’ambito territoriale strategico deve avere una dimensione demografica non inferiore ai 180 mila abitanti. Corrisponde all’area territoriale delle Associazioni di unioni di comuni e serve per l’esercizio coordinato delle funzioni di area vasta e lo sviluppo socio economico del territorio, funzioni attribuite o delegate dai Comuni e dalla Regione già svolte dalle Province». Notiamo che i due sub-ambiti del Plus non arrivano alla dimensione demografica richiesta. Se pensiamo che l'attuale Provincia di Sassari ha 335.097 abitanti e che il capoluogo ne ha 127.715, notiamo che il resto dei 65 Comuni supera di poco (27.382) la cifra di abitanti richiesta per costituire un ambito territoriale strategico.
Se a ciò aggiungiamo la richiesta del Sindaco di Sassari, ossia quella di avere per la sua città un'area metropolitana come a Cagliari, possiamo trarre la conclusione che al posto della Provincia di Sassari potremo avere due strutture: l'area metropolitana turritana e un'ipotetico Ambito territoriale strategico del Logudoro, con all'interno le Unioni dei Comuni e le Associazioni delle Unioni. Tanta carne sul fuoco (che si aggiunge all'anagrafe degli Enti locali da poco pubblicata)
Con l'unica certezza che, data la prassi ormai consolidata dell'Austerity governativa, saranno sempre meno le risorse.

