Rimani sempre aggiornato sulle notizie di meilogunotizie.net
Diventa nostro Fan su Facebook!
Spazio Aperto è uno spazio offerto alla città, alle associazioni, agli enti, a quanti intendono partecipare alla vita sociale e culturale del territorio. Scopri di più.

Coldiretti: "l'allarme sulle carni rosse è solo terrorismo se non si contestualizza e si rimarcano le differenze"

La carne di agnello è consigliata dai pediatri per lo svezzamento dei bambini

| di comunicato a cura di Coldiretti Sardegna
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
STAMPA
printpreview

"Quando si toccano argomenti cosi delicati occorre molta attenzione perché si rischia di fare terrorismo fine a se stesso penalizzando chi lavora seriamente e disorientando i consumatori stessi".

E' quanto afferma Coldiretti Sardegna nel commentare l'allarme lanciato sulle carni dall'International Agency for Research on Cancer (IARC) dell'Oms.

"Si tratta di uno studio che non dice niente di nuovo rispetto a quanto già sapevamo tutti - analizza il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -, ma bisogna contestualizzarlo anche perché quelli messi all'indice sono carni rosse lavorate (e non le semplici carni rosse) come hot dog, bacon e affumicati che non fanno parte della tradizione né sarda né italiana, dove invece per la produzione dei salumi si segue una prassi di lavorazione di tipo 'naturale' a base di sale. L'errore non è stato quello di ribadirlo - spiega - ma di averlo fatto in modo sbagliato. Le notizie vanno comunicate in modo corretto e completo, altrimenti, come in questo caso, si scredita la fonte e vengono strumentalizzate dagli estremisti. L'unico risultato che si ottiene, è quello di danneggiare e vanificare gli sforzi degli allevatori seri e onesti come quelli sardi ed italiani in generale, disorientare il consumatore e mimetizzare chi non rispetta le regole".

"Non è emerso chiaramente - prosegue il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -, dettaglio non da poco, che il rapporto Oms è stato eseguito su scala globale su abitudini alimentari molto diverse dalle nostre, come quelle statunitensi dove consumano il 60 per cento di carne in più degli italiani. Le carni sarde e made in Italy - precisa - sono più sane, perché magre, non trattate con ormoni e ottenute nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione "Doc" che assicurano il benessere e la qualità dell'alimentazione degli animali; le nostre carni fanno parte della dieta della longevità, che hanno consentito alla Sardegna di essere la seconda Regione al mondo per numero di ultracentenari; e sono le stesse che hanno dato agli italiani una longevità da primato con 84,6 anni per le donne e i 79,8 anni per gli uomini.".

Inoltre, evidenziano i vertici di Coldiretti Sardegna si dovrebbe anche sapere che gli animali allevati in Italia non sono uguali a quelli allevati in altri Paesi: "nell'ultimo decennio sono stati investiti in Sardegna 600 milioni di euro di fondi comunitari per il benessere animale degli ovini che hanno migliorato sensibilmente il loro stato di salute, diminuendo di conseguenza la carica di cellule somatiche e elevando la qualità del latte e della carne".

L'elenco delle differenze delle carni nostrane da quelle messe sotto accusa è lungo e dimostra al contrario che, se consumate con moderazione, come tutti gli alimenti, sono salutari per l'uomo.

"Siamo la prima regione del Mediterraneo in cui si pratica l'allevamento degli animali al pascolo - spiega ancora il presidente -. Ed è provato scientificamente che i prodotti derivanti da questi animali hanno effetti positivi sulla salute dell'uomo, perché sono ricchi di sostanze nutraceutiche che vengono trasferite completamente tramite i derivati del latte e la carne; la carne di agnello, soprattutto quelli alimentati con il latte di animali da pascolo, è consigliata dai pediatri per lo svezzamento dei bambini perché è in grado di fornire gli acidi grassi omega 3 essenziali per un ottimale sviluppo e crescita neonatale".

"La stessa Oms nelle linee guida per l'alimentazione complementare dei bambini - ricorda il professore Giuseppe Pulina, direttore del Dipartimento universitario di Agraria a Sassari - raccomandano, a partire dai sei mesi di età, l'assunzione giornaliera di alimenti di origine animale. Evidenziano, inoltre, come le diete a base di vegetali non siano in grado di soddisfare i fabbisogni nutrizionali del bambino (in particolare per gli apporti di Fe, Zn e vit. B12) a meno che non si ricorra all'impiego di integratori o prodotti fortificanti, ma in questo caso - sottolinea il docente - è come dire di sostituire la natura con prodotti di sintesi".

"Quando andiamo a fare la spesa - avverte Coldiretti Sardegna che consiglia di comprare i prodotti sardi -, soprattutto quando si compra il cibo, occorre sempre fermarsi e leggere con attenzioni l'etichetta per conoscerne la provenienza".

comunicato a cura di Coldiretti Sardegna

Contatti

redazione@meilogunotizie.net
mob. 389.8213416
Accedi Invia articolo Registrati
Cittanet
Questo sito utilizza cookies sia tecnici che e di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo - Informativa completa - OK