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Salvatore Masia: «La sconfitta di Fassino è un po' la sconfitta dell'Anci»

Per il sindaco di Cheremule (e presidente dell'Unione dei Comuni del Meilogu) gli enti locali sono «costretti a continui tagli di risorse a cambiamenti legislativi maldestri come il pareggio di bilancio»

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I ballottagi di ieri, con l'affermazione del M5S e il duro colpo subito dal Pd, entrano nel dibattito della politica locale del Meilogu. A poche ore dalla diffusione dei risultati definitivi, il presidente dell'Unione dei Comuni del Meilogu (nonché sindaco di Cheremule) ha pubblicato un'analisi del voto che collega le scelte governative con le ricadute sul territorio.

Per Salvatore Masia «la sconfitta di Fassino è un po' la sconfitta dell'Anci che in questi anni è stata piegata al volere del governo Renzi. Se Fassino non è riuscito a dare risposte ai torinesi, per me deve fare un doppio mea culpa. Se tanti problemi non è stato in grado di aggredirli e risolverli è anche perché da ormai qualche anno i Comuni sono costretti a continui tagli di risorse a cambiamenti legislativi maldestri e spesso incomprensibili, vedi il "pareggio di bilancio" introdotto quest'anno (che solo per fare l'esempio di Cheremule congela senza nessuna possibilità di spesa 1 milione e 300mila euro. L'Anci ha subìto tutto senza mai una protesta, una manifestazione, solo lettere, tavoli, incontri».

Nell'analisi di Masia l'Anci è stata anche «a traino della Giunta regionale»: «Anche qui – ha proseguito Masia – a mediare, a cercare di capire, addirittura quasi quasi a chiedere scusa ad Abbanoa se ci siamo permessi di disturbare il manovratore. E intanto il malumore sale».

Tra le problematiche citate le scuole, la riforma sanitaria, la continuità territoriale, i trasporti: «Siamo stanchi – ancora Masia – di sottostare a decisioni prese da altri che in una stanzetta con una penna chiudono scuole ospedali musei stazioni aeroporti. Siamo noi che ascoltiamo la voce dei cittadini incazzati e disperati ogni giorno, possibile che non riusciamo a farci sentire almeno per orgoglio?».

Per Masia manca dunque la volontà di «alzare la voce»: «Mica è reato - ha chiosato -, mica vogliamo distruggere tutto! Mica stiamo chiedendo a Pigliaru di andarsene ( magari a qualche assessore si), stiamo solo chiedendo di ascoltare la gente e stiamo chiedendo di avere strumenti per dare sollievo alle difficoltà di tante persone».

Rimane ora da capire se gli amministratori locali del territorio espressione del Partito democratico, alcuni dei quali hanno sostenuto l'elezione di Renzi alla guida dell'organizzazione, innescheranno una dialettica interna finalizzata a modificarne gli assetti e le linee politiche. A livello nazionale il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha di fatto aperto la battaglia per la leadership. Stando alle ultime dichiarazioni di quest'utimo la contrapposizione consisterebbe tra la volontà di conquista dell'elettorato di centrodestra (attribuita all'ex sindaco di Firenze) e la necessità di riconquistare quello di sinistra. Ma potrebbe annche assumere caratteristiche relative alle contraddizioni tra amministrazione centrale e periferiche.

 

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