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Semestene prossimo villaggio scomparso del Meilogu? Parla il sindaco Stefano Sotgiu

Crisi delle campagne, chiusura dei servizi, ma anche scarso attaccamento al proprio paese

| di Mauro Piredda
| Categoria: Attualità
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SEMESTENE. Con 171 abitanti al 2011 Semestene è il più piccolo centro del Meilogu. Negli ultimi dieci anni ha subito un calo demografico del 44%. Per il sindaco Stefano Sotgiu è sicuramente «il dato più alto a livello regionale, ma sono sicuro che può essere considerato anche un record nazionale». Consapevole di ciò che dice, il primo cittadino non pare stupito dai dati dello studio "Comuni in estinzione", effettuato dal Centro Regionale di Programmazione, condotto in collaborazione con l'Università di Cagliari. «Quando non nascono bambini e quando vedi che la maggior parte della popolazione è oltre 60 anni, gli studi servono a poco se non a fotografare quanto già conosciamo». Quali sono le cause? Per Sotgiu la questione demografica è essenzialmente una questione agraria. «La terra è abbandonata, i costi del gasolio e delle sementi sono alle stelle e in tutto ciò lo stato non fa nulla per far si che questi siano più contenuti. Ma non fa nulla per aumentare quelli bassi e basti pensare al prezzo del latte. Nessuno lavorerà più in campagna di questo passo e chi studia andrà a cercare lavoro fuori. Conosco tanti laureati in agraria emigrati, alcuni persino in Argentina».
La tabella 9 dello studio mostra come Semestene dal 2000 al 2013, tra Progetti Integrati d’Area, POR 2000‐2006 e POR 2007‐2013 sia stata interessata dagli investimenti pubblici: oltre un milione di euro per le infrastrutture di base (ambiente), quasi 400 mila euro nelle politiche per il territorio destinate alle aree urbani e poco più di 800 mila euro per lo sviluppo delle aree rurali. Ma al tempo stesso Semestene mette in mostra due soli servizi aperti al pubblico: l'ufficio postale e la farmacia. E qui sta l'altro tasto dolente ben evidenziato da Sotgiu: «uno che vuole mettere su famiglia pensa a stare nei posti laddove ci sono i servizi. Bonorva e Pozzomaggiore, ad esempio, offrono molti più servizi». Ma per Sotgiu c'è dell'altro: «anche in assenza di servizi siamo a tre chilometri dalla 131, a cinque dai centri più grossi, a poco più di mezz'ora da Sassari. E se a Cossoine, ad esempio, i propri abitanti non si trasferiscono in prossimità della loro sede lavorativa, qua purtroppo succede. Da questo punto di vista deve cambiare la mentalità perché attaccamento a Semestene non ce n'è. E di fronte a ciò l'amministrazione ha poco di che combattere».

Mauro Piredda

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